Wednesday, November 12, 2014

IL KENYA SCACCIA LO SPETTRO DI EBOLA DALL'AFRICA

KENYA CHASES AWAY EBOLA'S GHOST FROM AFRICA (english text included)

Ebola minaccia più l’economia che la salute. Una dato di fatto che farà drizzare meglio le orecchie a quanti, sino ad ora, sono stati vittima di un’informazione allarmista e fortemente emotiva: ne è più che convinto Alex Tunoi, country manager per Magical Kenya (Kenya Tourist Board), giunto appositamente in Italia per sgombrare il campo da incertezze e ambiguità, a supporto della campagna “#WhyILoveKenya”. 

Il Paese in cui fu ritrovato il primo ominide è ben consapevole della responsabilità di non rappresentare semplicemente se stesso, bensì l’intero Continente Nero, essendo stato sin dagli anni ’60 la prima destinazione turistica africana per europei e italiani; e se oggi mantiene ancora una posizione di assoluto prestigio, visto che il mercato dei viaggi alimenta l’11% del Pil nazionale e dà occupazione a quasi il 9% della popolazione, non è così scontato che i suoi quasi 1.5 milioni di visitatori si possano riconfermare nelle prossime stagioni: lo scoppio del caso Ebola in Africa Occidentale non ha portato ad annullare i viaggi in corso, lasciando perciò presagire un trend d’arrivi in linea con l’anno passato (da gennaio a luglio ammontano a circa 29mila gli italiani in Kenya, terzo mercato assoluto), ma di fatto sta congelando le prenotazioni future. Dato evidenziato anche da Kenya Airways, compagnia di bandiera leader in Africa Australe, grazie ai ripetuti riconoscimenti ottenuti per la qualità del suo servizio e per disporre di una delle flotte più giovani in assoluto. 

Ebola threatens economy much more than health. A simple fact that will prick up ears to those who, until now, have been victims of an alarmist and highly emotional information: it is more than convinced Alex Tunoi, country manager for Magical Kenya (Kenya Tourism Board), arrived in Italy to clear up uncertainties and ambiguities in support of the campaign "#WhyILoveKenya." 

The country where the first hominid was discovered is well aware of the responsibility to represent not only himself, but the whole Black Continent, having been since the 60's the first African tourist destination for Europeans and Italians; and if it still maintains a prestigious position today, as the travel market feeds 11% of the national GDP and employs nearly 9% of the population, is not so obvious that its nearly 1.5 million visitors can be confirm in the coming seasons: Ebola's outbreak in West Africa has not led to cancel trips in progress, thus predicting a trend of arrivals in line with last year (from January to July, about 29 thousand Italians, Kenya's third largest market overall), but in fact it's freezing future bookings. As highlighted by Kenya Airways too, the national airline leaders in Southern Africa, thanks to repeated awards for the quality of its service and to have one of the youngest fleets ever.

Non c’è motivo di smettere di viaggiare in Kenya, così come in Africa – ha dichiarato a gran voce Thunoi, ospite presso lo Starhotel Anderson di Milano  visto che il nostro Paese si trova dalla parte opposta del continente rispetto ai focolai di Guinea, Liberia e Sierra Leone, a una distanza ben maggiore rispetto a quella che divide l’area d’infezione dall’Europa. E stiamo parlando di migliaia di chilometri, di spazi transcontinentali. I collegamenti aerei con i tre Stati dell’Africa Occidentale, oltretutto, sono stati interrotti alle prime avvisaglie del virus; via terra è logisticamente impossibile disporre di un canale diretto, mentre in tutti i punti d’accesso al Kenya è da tempo predisposto un servizio di monitoraggio di primo livello”. 

Ammonta a oltre 2.5 milioni di euro l’investimento straordinario nelle misure sanitarie di tutela, rapide a predisporre, fra l’altro, corsi di formazione per 30mila unità di soccorso, oltre all'allestimento di “safe zone” per tutto il Paese: un progetto portato avanti in accordo con  Unwto (Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per il turismo) e Oms (Organizzazione mondiale della sanità), ma in concerto anche con gli altri Stati africani, affinché la prevenzione contro il virus disponga di ripetuti scudi in qualsiasi snodo di traffico. 

In tal senso, la recente adozione del regime di visti multipli congiunti (Kenya, Uganda e Rwanda, ma a breve anche Tanzania, sono visitabili con lo stesso visto) ha dimostrato di funzionare anche sul piano della facilitazione burocratica, sviluppando politiche territoriali inimmaginabili in passato.

"There is no reason to stop traveling in Kenya, as well as in Africa - said in a loud voice Thunoi, guest at the Starhotels Anderson Milan - given that our country is on the opposite side of the continent in relation to outbreaks of Guinea, Liberia and Sierra Leone, at a distance much greater than that which divides the area of infection from Europe. And we are talking about thousands of miles, of transcontinental spaces. Air links with the three West African States, moreover, have been discontinued at the first signs of the virus; by land it is logistically impossible to have a direct channel, while  a monitoring service has long established at all points of access to Kenya". This investment in extraordinary health measures of protection amounts to more than 2.5 million euro, which provide, among other things, training for 30 thousand relief units and the creation of "safe zones" for the whole country: a project carried out according to the World Health Organization and Unwto, but in partnership also with other African countries, so that protection against the virus has repeated shields at any junction. In this sense, the recent adoption of the unified visa regime (Kenya, Uganda and Rwanda, but also in the short Tanzania, can be visited with the same visa) has been shown to work on the level of bureaucratic facilitation, developing local policies unimaginable in the past.

Monrovia, centro di trattamento Ebola del ministero della sanità liberiano
La prima arma per fermare Ebola è e resta la prevenzione”. Questo il commento a lato di Sergio Ramazzotti, fra i pochi fotoreporter italiani spintosi nel triangolo d’infezione per documentare la lotta al virus e oggi impegnato a portare la sua testimonianza ovunque sia necessario. “Se il virus si è esteso oltre le previsioni, va innanzitutto ascritto alle negligenze degli organi internazionali addetti al controllo, visto che casi di Ebola erano già stati riscontrati in Africa Occidentale. Dall’altra, è mancata anche una forte campagna di comunicazione e investimento da parte dei governi locali: molti loro concittadini continuano a pensare che, dietro il virus, ci siano complotti bianchi o strategie per sottrarre loro i corpi dei congiunti, ma è anche tutto il mondo delle Ong a doversi fare un esame di coscienza. Com’è possibile che, a fronte di continui fondi versati per la tutela della salute pubblica, oggi non esistano in loco aree attrezzate e si ricorra a semplici grate per “isolare” le vittime? Ho visto scene agghiaccianti che mi hanno riportato alla mente i monatti e gli untori di manzoniana memoria; ho iniziato addirittura a provare terrore delle mie stesse mani, ogni volta che dovevo accendermi una sigaretta per far fronte all’orrore. Il vero rischio non è l’inarrestabilità del virus, ma la codardia di chi chiude gli occhi o parla senza ragione”. Un motivo in più per spingere lo stesso Ramazzotti, autore di un illuminante reportage sulle pagine di Vanity Fair, a stendere un istant book sul caso, quasi sicuramente disponibile entro la fine dell’anno.

"The first weapon to stop Ebola is and remains prevention". This is the side-comment of Sergio Ramazzotti, one of the few Italian photojournalists who went to the triangle of infection to document the fight against virus and today pledged to bring his witness wherever needed. "If the virus has spread beyond expectations, it should first be ascribed to the negligence of international organizations in charge of control, since Ebola cases had already been reported in West Africa. On the other hand, it has been missing a strong communication and investment campaign by local governments: many of their fellow citizens still believe that, behind the virus, there are white plots or strategies to steal the bodies of their beloved, but also all the world of NGOs should have to make an examination of conscience. How is it possible that, in front of continued funding for the protection of public health, today there are no anti-virus sectors in the hospitals and just simple gratings to "isolate" the victims? I saw dreadful scenes that brought to my mind writer Manzoni's "monatti" and "untori" (plague spreaders), and I have begun to feel terror of my own hands, every time I needed to smoke a cigarette to face that horror. The real risk is not the unstoppable virus, but the cowardice of those who close their eyes or speak without reason". One more reason to push Ramazzotti, author of an enlightening report on Vanity Fair's pages, to compile an instant book on Ebola case, certainly available by the end of the year.

Pur forte di una costa balneare impreziosita dalle vestigia dell’impero commerciale omanita, ma dovendo far fronte anche alle crescenti richieste di quanti vogliono assolutamente sposarsi sulla linea dell’equatore o giocare a golf contemplando il Kilimangiaro, il Kenya punta a valorizzare soprattutto un’offerta turistica che aiuti a comprendere la realtà africana fuori dagl’intramontabili luoghi comuni. Al di là dell’unicità dei suoi safari, facilitati dal fatto di disporre di numerose pozze d’acqua dove gli animali tendono a stabilizzarsi, sono i programmi di tutela faunistica a mostrare quanto anche il singolo visitatore possa efficacemente contribuire alla preservazione degli habitat. Fra i più avanzati, quelli in corso nelle riserve naturali di Selenkay e di Ol Pejeta, dove viene protetto l’ormai rarissimo rinoceronte nero dal labbro a uncino, ma anche a favore del monitoraggio ornitologico (sono ben 1089 le specie da tener d’occhio, l’11% del patrimonio mondiale: un dato che fa del Paese la Mecca del birdwatching e la casa del più piccolo uccello esistente, il Sunbird Nectariniidae).


Beyond the charm of a seaside coast enriched by the remains of the Omani trade empire, but also having to cope with the growing demands of those who absolutely want to get married on the equator line or play golf contemplating Kilimanjaro, Kenya is going to promote a tourist offer helping to understand the day-to-day life of Africa, far from any clichés. Although the uniqueness of its safari, facilitated by the fact that you have many water holes where animals tend to have rest, programs about  wildlife conservation are the today main venues to show how even a single visitor can effectively contribute to the conservation of habitats. Among the most advanced, those ones in Selenkay and Ol Pejeta  natural reserves, where the rare black rhino with hook lip hook is now protected, but also those programs for birds monitoring (1089 species to watch, 11% of the world heritage, a figure that makes the country the international capital of birdwatching and the only home of the smallest bird existing, Sunbird Nectariniidae).

L’anima kenyota, però, non è solo il misterioso richiamo che muove i passi delle gazzelle, dei Big Five o dei primi australopitechi studiati nei siti paleoantropologici, ma anche la falcata degli straordinari campioni della corsa, con i quali è oggi possibile condividere allenamenti a valle o in strutture d’alta quota, come il centro Kipchoge Keino sugli altopiani di Eldoret. A giocare un ruolo essenziale nella prestanza fisica dei kenyoti sono inoltre la dieta, la cucina e la danza, risorse spesso sottovalutate, ma che hanno fatto dei Samburu, fra le 42 etnie cui ci si può relazionare attraverso esperienze di turismo sostenibile nei villaggi rurali, guerrieri invincibili. Per passare dallo status di mero turista a quello di amico basta comunque una sola parola: pronunciando il saluto “jambo”, cui tradizione vuole tutti i presenti contraccambino immediatamente in coro, ogni distanza viene dissolta per magia e si finisce catapultati nel cuore dell’Africa. Funziona altrettanto bene dei lanci che i tecnici italiani sperimentano nella stazione spaziale di Malindi: provare per credere.

The soul of Kenya, however, is not only the mysterious call that moves the steps of the gazelles, of the Big Five or of the early australopithecus studied in paleoanthropological sites, but also the stride of the extraordinary marathon&running champions, you can now share trainings with, using valley or high altitude facilities as Kipchoge Keino centre in Eldoret highlands. To play a vital role in the physical presence of the Kenyans are also the diet, cooking and dancing, underestimated resources often, even if they made Samburu, one of the 42 ethnic groups you can relate to through sustainable tourism experiences in rural villages, invincible warriors. To change your tourist status into friend, however, you just need one word: greeting with "jambo", you can expect everyone around you, as a whole and loud chorus, does immediately the same, so that every distance is dispelled by magic. It works as well as satellite launches at the Italian space station in Malindi: try. You will believe soon. 

Il team di Interface Tourism Italy, rappresentante di Kenya Tourist Board in Italia






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