Tuesday, December 30, 2014

GLI ZEPPELIN TORNANO A SFIDARE LE STELLE

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Tornano i dirigibili, riappaiono vecchi spettri, si riaccende la sfida Italia-Germania, ma fuori dagli stadi. Mentre la Nasa si prepara a bandire il concorso “20-20-20 Airship Challenge”, che nel 2015 potrebbe fruttare ben 1.5 milioni di dollari a chi progetterà un dirigibile teleguidato capace di volare per 20 ore, a una quota di 20 chilometri, trasportando 20 chili, l’Italia si scopre ancora impantanata nel caso “Umberto Nobile”. Le critiche suscitate recentemente dal volo di alcuni gonfiabili sopra Milano, finito uno in collisione con un pilone dell’arena civica, l’altro utilizzato per promuovere la finale della trasmissione X-Factor, sono indirettamente figlie della mai superata condanna fascista a uno dei più illustri esploratori e ingegneri del Belpaese




Umberto Nobile
Benché nel Dopoguerra Nobile fosse stato riabilitato dall’accusa di aver infangato l’onore patrio per via dello schianto del dirigibile Italia sui ghiacci delle isole Spitzbergen - in quel fatidico 1928 in cui perse la vita pure l’amico-nemico Roald Amundsen tentando di salvare l’equipaggio italiano - troppi sono i dubbi insoluti: il suo immediato prelievo, a discapito dei compagni feriti, fu solo una gretta questione di rimborso assicurativo? 

E per quale motivo il regime fascista impedì a Nobile di coordinare le operazioni di aiuto, tenendolo segregato e inattivo sulla nave Città di Milano, mentre tutte le altre nazioni si sacrificavano per trarre in salvo la Tenda Rossa?

Certo le simpatie comuniste di Nobile, che a differenza di un certo Schettino si oppose strenuamente a essere prelevato dal gruppo di superstiti, offrivano un ottimo pretesto per indurre a screditare un personaggio troppo in luce per i gusti del Duce; ma la ragione di fondo va ricercata nella scelta di un investimento industriale che, in tutti questi decenni, ha relegato l’Italia da avanguardia dei cieli a mera comprimaria dei giganti internazionali. 

L’aver affossato la produzione di dirigibili, puntando esclusivamente sull’aeronautica mobile voluta dal ministro fascista Italo Balbo, non solo ha macchiato la figura di Nobile in modo indelebile, ma ha lasciato mano libera ai concorrenti di un tempo: in primis, la leggendaria Zeppelin Luftschifftechnik GmbH & Co




Zeppelin Museum - Friedrichshafen (Deutschland)
Così, mentre il museo Zeppelin di Friedrichshaven celebra oggi l’epopea del conte baffuto e gli eredi dei suoi giganti del cielo si dividono fra voli turistici o prestigiosi impieghi scientifici, Milano neppure si ricorda più che fu il suo pioniere Enrico Forlanini a introdurre la navicella di comando solidale con l’involucro dei dirigibili, o a usare per prima i getti d’aria compressa per il controllo direzionale degli aeromobili, o a vendere i suoi prototipi alla Corona inglese. 
Né dà importanza al fatto che dietro la progettazione del glorioso dirigibile sovietico Urss Ve6, così come nel boom dell’aeronautica statunitense degli anni ’40, ci fosse proprio quell’Umberto Nobile che, primo su tutti, aveva sorvolato il Polo Nord nel 1926. Tutt’al più tesse le lodi del ristorante triestino LaTenda Rossa



“Negli Stati Uniti – ha evidenziato Sarah Miller, astrofisica dell’Università della California - si punta oggi a studiare la cappa dell’inquinamento sopra le megalopoli attraverso i dirigibili, a tenere sottocontrollo l’evoluzione degli uragani volando sull’occhio del ciclone, a osservare le stelle restando sopra le interferenze dell’atmosfera, o ad avere dirigibili-cargo dall’immensa capacità di carico”: in Italia pare già una conquista epocale aver attivato cinque anni fa l’Amundsen-Nobile Climate Change Tower sull’isola artica Ny-Aalesund. C’è allora poco da ridere per la storica boutade di un soldato francese che, all’arrivo di Ferdinand von Zeppelin nella Parigi piegata alla Prussia del 1871, sibilò ai suoi: “ecco, quello è veramente un pallone gonfiato!”. 




Ferdinand Von Zeppelin
Che sia dipeso dal tronfio incedere ereditato dai conti del Wuerttenmberg, o piuttosto dalla reputazione fattasi come osservatore delle “armi volanti” d’Oltralpe, il genio militare del Kaiser ha finito comunque per prendere talmente alla lettera quelle parole, d’aver trasformato il proprio nome nel sinonimo stesso di dirigibile. Perché a distanza di cent’anni dal primo volo civile in “aeronave”, a differenza di quel che avviene in Italia, il mito degli Zeppelin è più vivo che mai. Sulle rive del lago di Costanza, nella Friedrichshafen dei primi esperimenti, il museo intitolato al Conte che amava le nuvole resta infatti il luogo migliore per ripercorre la più importante storia della navigazione aerea del mondo: sfruttando i 4mila metri quadrati del bellissimo edificio Bauhaus in cui è ospitato, qui il pubblico ha persino modo d’immergersi nella ricostruzione in dimensioni reali del famoso “Hindenburg”, il dirigibile che segnò al tempo stesso l’apogeo ed il declino della prima conquista dei cieli, prendendo fuoco a New York nel 1936 (la drammatica immagine dell’incidente appare fra l’altro sulla copertina del primo album della rockband Led Zeppelin).








Oltre alle sale in cui vengono presentati gli altri rami d’industria scaturiti dai progetti Zeppelin, quali gli aerei Dornier, i motori Maybach o le trasmissioni della ZF, sono proprio gli eroi, le tragedie e le grandi imprese raccontate a consacrare gli Zeppelin come modello di riferimento odierno, dopo che nel 1900 il Conte fece decollare un prototipo riadattato sul brevetto di David Schwarz, pioniere dell’aviazione ungherese. E’ vero. Il volo sul natio lago di Costanza durò appena 18 minuti, a causa della rottura del meccanismo che avvolgeva il peso di bilanciamento, ma in Germania si era già a un passo dalla storia: il record di velocità sui modelli francesi era stato praticamente doppiato, avendo raggiunto i 6 metri al secondo contro i 3 allora fissati. 




Peccato che le casse della compagnia di promozione fondata da Ferdinand von Zeppelin fossero a secco, nonostante avesse personalmente versato la metà degli 800mila marchi di capitale sociale. Tutto inutile? Non proprio: è qui che si può forse cogliere al meglio la differenza essenziale fra l’estro (incostante) degli italiani e l’ostinazione (sistematica) dei tedeschi. 

L’aeronave fu smontata e si dovettero attendere altri sei anni per osservare un nuovo dirigibile in volo, grazie soprattutto alle donazioni di una speciale lotteria indetta dai cultori dell’aria. Ma se il modello LZ2 sembrò pregiudicare l’avvio della costruzione industriale a causa di un atterraggio d’emergenza sulle Alpi d’Algovia, il suo immediato successore riuscì a coprire ben 4.298 chilometri in aria per 45 voli, proiettando infine la Germania ai vertici mondiali delle nuove tecnologie d’aviazione. 

Contro l’accanimento della malasorte, che ridusse in cenere un prototipo finalmente destinato all’esercito, i tedeschi si strinsero attorno all’intrepido Conte e donarono nuovamente gli introiti di una lotteria salita addirittura a 6 milioni 100mila marchi. Nel 1908 poté così nascere la Fondazione Zeppelin, l’anno successivo decollò il primo volo civile in dirigibile e l’uomo cominciò la sua ascesa alle stelle. Così va la storia: good times, bad times.  



ZEPPELIN ON TOUR

Silenziosi. Eleganti. Affidabili. Gli Zeppelin NT sono i dirigibili d’ultima generazione e, grazie alla straordinaria tecnologia sviluppata rispetto ai loro antesignani, offrono oggi l’opportunità di volare a soli 300 metri d’altezza godendo di paesaggi mozzafiato. In prossimità dell’aeroporto di Friedrichshafen sono tuttora attive le piattaforme Zeppelin da cui, a partire da marzo a ottobre, prendono il via tour panoramici verso le principali destinazioni sul lago di Costanza (Lindau, Bregenz, Meersburg…), salendo fino a Stein am Rhein o al pittoresco castello di Salem, via via verso le regioni del Vorarlberg austriaco o dell’Allgau bavarese. Nei viaggi individuali, così come in quelli di gruppo (sino a 20 persone), riemerge la tipica atmosfera lussuosa delle “crociere in aria”, che tanto fecero sognare il pubblico degli anni ’30 e di cui il padiglione lounge a terra restituisce pure memorie gastronomiche. I voli possono durare dai 30 minuti (200 euro) a oltre due ore (730 euro), consentendo di esplorare le località della zona da una prospettiva ravvicinata unica, ormai fatta propria dalle maggiori case di produzione di documentari naturalistici. Maggiori informazioni su rotte e voli sono reperibili sul sito http://www.zeppelinflug.de/en/, oppure presentandosi direttamente alle piattaforme della ZTL Zeppelin Luftschifftechnik GmbH & Co., in Allmannsweilerstrasse 132 a Friedrichshafen.

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