Friday, January 23, 2015

DELLA VITA, MORTE E RINASCITA DELLE TERME DI SATURNIA secondo il Cristo dell'Amiata

Se a spazientirsi per la bellicosità degli uomini è addirittura Saturnonel mondo d’oggi qualcosa proprio non va: alluvioni simili a quelle succedutesi lo scorso settembre e ottobre, capaci di sgretolare i balzi delle antichissime cascate termali del Gorello e del Mulino, non si vedevano in Maremma dai tempi mitici del dio dei cicli e delle sue battaglie col figlio Zeus. Da sempre, però, un'altrettanto straordinaria energia di rigenerazione pare convogliarsi nell'esatto punto su cui la saggezza della storia ha voluto sorgesse il "Terme di Saturnia Spa&Golf resort".  



Gli eredi degli impianti presso cui si curavano i soldati romani, al rientro dalle campagne militari lungo la via Clodia, sono perciò propensi a leggere sino in fondo i segni dell’ira divina: “non c’è dubbio che il fulmine scagliato nel cratere da cui sono sgorgate le acque terapeutiche comportò anche all’epoca grandi sconvolgimenti morfologici – confermano Licinio Garavaglia e Annalisa Viglietta, rispettivamente general manager e director of business development della struttura toscana – ma poco dopo ebbe inizio una nuova età dell’oro. Considerando le dimostrazioni di solidarietà ricevute dai residenti in primis, ma dai nostri stessi clienti alla riapertura del sito dopo appena due settimane, siamo convinti che la storia tornerà a ripetersi pure per le sue conseguenze positive. Il lancio dell’hashtag #WeLoveTermeDiSaturnia ha infatti permesso di consolidare ulteriormente i circa 2.5 milioni d’euro stanziati dalla Provincia di Grosseto come fondo d’emergenza per la rinascita del sito, sostenuto anche dall’iniziativa di solidarietà indetta dal nostro stesso resort: per ogni prenotazione, è stato versato un euro sul conto corrente aperto dal Comune di Manciano a favore degli alluvionati”. 



Premi-gara elargiti da oltre 22 golf club partner di Terme di Saturnia, oltre a cocktail e mercatini di natale proposti all’interno della struttura, hanno poi fatto il resto. I risultati non si sono fatti attendere: se i balzi sono stati ripristinati e messi finalmente in sicurezza a tempi record, la preoccupante flessione economica di novembre (-15%) ha beneficiato invece d’interi weekend al completo, tanto da spingere il complesso termale a organizzare aperture serali sia per il ponte dell’Immacolata che a Capodanno, festeggiando il traguardo dei 40mila ospiti nel 2014 sotto i fuochi d’artificio.

Il riscontro ottenuto da queste iniziative ci spinge a lavorare verso un’integrazione sempre maggiore col territorio – aggiungono Garavaglia e Viglietta – e questa sarà appunto la linea che intendiamo seguire con decisione quest’anno, non appena Terme di Saturnia inaugurerà la nuova stagione il prossimo 7 febbraio: abbiamo già in serbo sorprese per la festa di S. Valentino. In ogni caso, la nostra attenzione verso la valorizzazione delle risorse locali è comprovata dalle proprietà stesse dei trattamenti proposti. Dopo le prime analisi chimiche sulle acque nel 1918, è infatti stato confermato che le cure per la psoriasi, così come per i disturbi di carattere cardio-circolatori, osseo-muscolari e respiratori, ottengono qui enormi benefici sia in virtù di una temperatura idrica stabile a 37.5 gradi (la stessa di quella del liquido amniotico), sia per l’abbondanza di componenti solforose e silicio-calcaree dei fanghi (i cui tempi di maturazione richiedono un anno intero), ma anche e soprattutto per la presenza di un’alga unica: la bioglea, il cui estratto ricchissimo di aminoacidi, zolfo, potassio e magnesio garantisce straordinari effetti idratanti e rigenerativi”.


I trattamenti cosmetici e terapeutici di Terme di Saturnia si sono imposti a livello mondiale proprio per le qualità tipiche di questo principio, integrando il benessere fisico allo sviluppo di una concomitante “filosofia dell’habitat”. Ovunque ci si sposti nel complesso, per le sue quattro piscine termali all’aperto, per il bagno romano, o quando si alloggia in una delle 128 camere a disposizione, si ritrovano elementi architettonici che esaltano puntualmente le proprietà del territorio circostante. Ne sono prova, ad esempio, l’abbondanza del travertino per via dell’effetto distensivo sulla vista, o l’uso del rovere nero nell’area di sperimentazione avanguardistica della Spa: “The Ultimate” (fra i trattamenti speciali, che sfruttano le proprietà dell'oro così come dell'ambra,  sono previsti anche quattro esclusivi massaggi mirati alla schiena dei golfisti). Analogamente, nei due ristoranti Aqualuce e Aquacotta (insignito quest’ultimo di una stella Michelin), sono preparati piatti a base di prodotti a chilometro zero direttamente prelevati dagli ospiti nell’orto organico del complesso, contribuendo con propria mano alla fama dei “pici spadellati al buttero” con punta di filetto e porcini, del “risotto mantecato all’olio La Maliosa” con limone, capperi e carpaccio di gamberi dell’Argentario, o dell’imperdibile “crema di fichi di Chieti con gelato alla vaniglia e tegola di Muscovado”. 

Le specialità dello chef Alessandro Bocci hanno fatto breccia pure nel presidente di Slow Food Maremma, che insieme ad altre nove aziende agricole del territorio sta ora lavorando per valorizzarne l'offerta alternativa alle ormai popolari tradizioni di Firenze e Montalcino: il peculiare ecosistema della Maremma, infatti, permette di creare ricette officinali e personalizzate grazie alla collaborazione con esperti fitoterapici, fra cui la neuropata Costanza Giunti, responsabile dei corsi di “natural reset” destinati agli ospiti più sensibili alla rigenerazione attraverso il cibo. Dall’altra, in quanto esponente di punta del gruppo Leading hotels of the world, Terme di Saturnia metterà a disposizione per la prossima Expo di Milano pacchetti che permettano di soggiornare in un'unica formula presso le strutture del brand presenti sull’asse Milano-Firenze-Roma. Due mosse che dovrebbero contribuire a rafforzare la presenza straniera in loco, visto che il 70% dei visitatori sono ancor oggi italiani, nonostante le ripetute visite di tedeschi, svizzeri e russi (purtroppo sempre più last minute, per via delle sanzioni politiche). Terza mossa strategica, la creazione di pre e post tour per i vicini croceristi di Civitavecchia, spesso di origine straniera e per giunta appassionati di golf: giocatori ideali per il campo a 18 buche del complesso di Saturnia


Fra i 70 ettari di ostacoli ad acqua e bunker, affiancati alla Gold Academy per neofiti, si riconosce infatti l’impronta californiana del noto architetto Ronald Fream. Il suo design “sostenibile” ne ha fatto il miglior campo italiano del 2008, inducendo la Federazione Italiana Golf, lo scorso anno, a rilasciare la sua ambita certificazione verde: oggi più che mai il circuito si rivela uno spaccato emblematico della selvaggia Maremma, tanto che fra le sue buche non è raro incrociare caprioli, istrici o fagiani, godendo di scorci prospettici sui campi antistanti i villaggi medioevali di Montemerano e Poggio Murella. Terme di Saturnia si scopre in tal modo base ideale per avventurarsi nella Toscana meridionale con comode escursioni in giornata, dirette in particolare verso il vicino Monte Amiata. E’ qui che Saturno gettò probabilmente il suo primo sguardo irato, non capendo come fossero possibili continue guerre fra gli uomini, quando sulla Terra esistevano simili paradisi: dall’Amiata, di origine vulcanica, si domina l’intera Maremma e ogni sentiero che lo attraversa conduce verso borghi ricchissimi di storie e tradizioni, oltre che di misteri archeologici. Incerta resta infatti l’origine dei resti megalitici locali, forse attribuibili ai mitici Pelasgi. 

Alle virtù “energetiche” dell’insediamento non è stato immune Leonardo da Vinci, recentemente celebrato al Terme di Saturnia attraverso la presentazione dei suoi “cento disegni più belli” (pubblicazione a cura del massimo esperto mondiale Carlo Pedretti), ma neppure un visionario come Davide Lazzaretti. Proprio sulla vetta dell’Amiata, infatti, prese piede uno dei rari esperimenti utopici che hanno segnato la storia d’Italia, grazie all’enigmatica figura del più noto cittadino di Arcidosso, storico villaggio che si erge sulle pendici del monte. Benché tutti considerassero Lazzaretti un semplice scapestrato, dedito a una vita tanto povera quanto dissoluta, nel 1868 ebbe una serie di visioni che cambiarono radicalmente la sua vita: le sofferenze che pativa non erano altro che prove per indurlo a un cammino di eremitaggio e predicazione. Gli uomini dovevano lavorare, assistersi vicendevolmente e mettere in comune i propri beni, onde poter fondare in terra una "repubblica" dei diritti. Non esattamente quanto il neonato Regno d'Italia avesse in mente per i suoi sudditi. Cercò di convincere persino Pio IX della bontà della sua missione, ma l’inflessibile Papa di Roma non dimostrò alcun interesse per la sua figura. Rientrato ad Arcidosso e raccolti attorno a sé nuovi fedeli, costruì ben tre istituti religiosi sul Monte Labbro (un rilievo dell’Amiata), in attesa che sopraggiungesse l’imminente età dello Spirito Santo. 


Predicò per tutta la zona, arrivando persino in Francia, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Cristo dell’Amiata”, finché nel 1878 venne scomunicato come eretico dal Sant’Uffizio e, poco dopo il  decesso di Pio IX, colpito a morte da un carabiniere durante una processione sul Monte Labbro. I suoi seguaci si dispersero, ma continuarono a predicare il socialismo utopico del fondatore, mentre Cesare Lombroso, pioniere della criminologia fisiognomica, ne dissezionava il cadavere in cerca dei semi della follia. Di questa breve e intensa epopea, oggi, sopravvivono solo alcuni resti comunitari sul monte Amiata e nel centro studi di Arcidosso, ma l’anelito alla pace dello spirito e alla trasmutazione del corpo continua a ispirare nuovi adepti: non a caso, proprio a ridosso del Comune natio di Lazzaretti, dal 1981 è operativo il centro tibetano e di ritiro buddhista Gompa Merigar. Fondato dal maestro Chögyal Namkhai Norbu, è dotato di un tempio per la grande contemplazione e di uno stupa, oltre ad una sala del Mandala dove si pratica danza Vajra. Coronamento di un percorso di perfezione spirituale che dalle acque palingenetiche di Terme di Saturnia conduce direttamente ai cieli dell’illuminazione.

Retreat in Merigar, May 2014. Photo by Paolo Fassoli





 
  

 
  

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