Monday, March 30, 2015

Forum sugli scenari del turismo in Italia, in Europa e nel mondo. A CERNOBBIO "CAMBIO DI PASSO" CON CONFCOMMERCIO.

Villa D'Este a Cernobbio
English text here
Problemi di volontà politica, più che di carattere strutturale, per il turismo italiano. O forse no. L’analisi di mercato presentata il 27 e il 28 marzo scorsi a Cernobbio, durante il Forum di Confcommercio svoltosi presso Villa d’Este, ha messo in luce i tanti, troppi aspetti contraddittori di uno dei comparti economici attualmente più strategici per il Belpaese: capace sì di generare il 9% del Pil nazionale, ma potenzialmente in grado d’incrementare la propria quota sino al 14%. “Negli ultimi 6 anni – ha evidenziato Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio - gli arrivi dei turisti stranieri in Italia sono aumentati di 8 milioni, passando dai quasi 42 milioni del 2008 a poco più di 50 nel 2014; stagione, fra l’altro, che ha fatto registrare oltre 184 milioni di pernottamenti, per una spesa di 34 miliardi di euro. Si tratta di un dato sicuramente positivo, benché il raffronto con i competitor a noi più vicini dimostri come il potenziale italiano resti troppo al di sotto delle aspettative”.

On. Maria Elena Boschi con Carlo Sangalli

Villa D'Este vista dal Lago di Como
Le cifre parlano chiaro: se Spagna (50.8 milioni d’arrivi) e Francia (46 milioni di arrivi) sono in grado di attrarre visitatori in linea con i livelli italiani, i benefici della loro spesa economica sono decisamente superiori: 49 milioni di euro per la prima, 42 per la seconda. Non a caso la Spagna vanta una spesa media per turista attorno ai 959 euro, la Francia di circa 914, mentre l’Italia si ferma ad appena 681 euro. Indubbia conseguenza di un minor numero di pernottamenti (il rapporto è di 3 a 5), ma anche e soprattutto di una mancata strategia turistica che valorizzi appieno l’unicità delle risorse italiane: non è possibile che, a distanza di decenni, il primo motivo di viaggio in Italia resti solo la visita delle sue grandi città d’arte (45.1%), relegando il resto dell’offerta a un ruolo quasi marginale. Solo il 16.8% dei visitatori sceglie il Belpaese per una vacanza balneare, ancor meno per soggiorni sui laghi (9%) o in montagna (8.7%), rendendo quasi impalpabile il contributo del comparto termale (3.1%), nonostante disponga di uno dei bacini naturalistici più diversificati dell’intero Mediterraneo. E proprio il Mar Nostrum potrebbe rappresentare il vero punto di svolta per il rilancio economico dell’Italia, che già con i 14 miliardi di euro derivanti da entrate effettivamente proporzionate alle visite, sarebbe addirittura in grado di alzare di un punto percentuale il proprio Pil: oggi il Sud del Paese, fra le aree meno valorizzate sull’asse Cadice-Tel Aviv, riesce ad attrarre appena 6 milioni di visitatori. 

Porto privato a Cernobbio

Briciole rispetto alla capacità di diversificazione della Spagna – ha aggiunto Sangalliche può tranquillamente essere competitiva con la regione della Catalogna, così come di Valencia o delle Baleari, per non parlare dell’Andalusia o delle Canarie. La Francia, al contrario, riesce a massimizzare i profitti facendo leva solo su Parigi e la Costa Azzurra, mentre l’Italia perde terreno persino sul proprio mercato interno: il bilancio delle presenze di questi ultimi anni resta positivo grazie al contributo straniero, con un incremento di 22 milioni (in primis Germania, Usa, Francia, Regno Unito e Russia), mentre sul fronte domestico abbiamo avuto una contrazione di ben 26 milioni d’unità”.

Penisola di Cernobbio
Sembra proprio che l’Italia non si renda conto del tesoro su cui giace o, più verosimilmente, che si accanisca a dirottare i propri investimenti su settori non in grado di offrire una spinta economica altrettanto benefica. Basti pensare che, secondo la relazione del primo Conto Satellite del Turismo, il valore aggiunto dalle attività connesse al turismo è pari a 83 miliardi di euro, cioè il 6% del totale dell’economia, con consumi interni dal valore di ben 114 miliardi. Sono infatti più di 543mila le imprese attive nel comparto, capaci da sole di dar lavoro a 2 milioni 321mila dipendenti (di cui 1.6 milioni nel settore ricettivo). Le proposte di Confcommercio, per un rapido cambio di rotta, sono sul tavolo da tempo e sintetizzabili in due punti caldi. Il primo: non limitarsi a riformare il V titolo della Costituzione, volto a mettere a sistema tutti i centri decisionali dell’offerta turistica, ma rafforzare l’azione del governo sui piani normativi trasversali. 

Orangerie di Villa D'Este
Se è paradossale che il Paese turisticamente più desiderato al mondo non abbia un proprio Ministero al turismo, lo è ancor più il fatto che le scelte strategiche inerenti i trasporti, il credito, il lavoro, ma anche le relazioni internazionali e la fiscalità, proseguano senza che il turismo stesso abbia mai voce in capitolo. Il secondo: deve definitivamente finire un certo tipo di politica capace d’investire solo mediante fondi a pioggia, senza neppur consolidare il brand “Italia” e coordinarsi col settore imprenditoriale privato, così come con le politiche mirate dell’Unione Europea; oltre a non produrre numeri maggiori, questa strategia non agevola infatti la produttività turistica. Meno della metà di quanto un turista straniero spende in Italia (il 47% per l’esattezza) confluisce nelle entrate nazionali, dal momento che i principali servizi a disposizione per l’Italia vengono forniti da società straniere (dai trasporti alle prenotazioni o alle assicurazioni): detto brutalmente, l’Italia fa fare affari d’oro a tutti, tranne che agli italiani. 
  


On. Maria Elena Boschi, Ministro alle Riforme
Benché il ministro alle Riforme Maria Elena Boschi si sia detta “fiduciosa per l’immediato futuro, avendo colto un “cambio di passonella politica nazionale, a tal punto da preventivare un ritorno di crescita dello 0.7% del Pil nel Documento di Economia e Finanza del Governo”, molte restano le perplessità. Quasi tutti i fattori “positivi” di crescita, capaci d’incidere nel breve termine, sono in realtà esogeni alla politica italiana: dai 20 miliardi di liquidità messi a disposizione dalla Bce, al tasso valutario favorevole nel rapporto euro/dollaro, alla riduzione del costo del petrolio, non si tratta che di “occasioni volatili”. Resta invece aperto e ostico il cammino sulle riforme della giustizia, della pubblica amministrazione, così come del fisco, con la minaccia potenziale di un ulteriore incremento dell’Iva (già fra le più alte in Europa e nel mondo), nonché della controverifica sulla tenuta effettiva delle 79mila assunzioni a tempo indeterminato di questi ultimi mesi. Come ha realisticamente sottolineato Hans Werner Sinn, presidente dell’Istituto tedesco di ricerca economica, “l’Italia berlusconiana ha perso quasi dieci anni utili per puntare all’azzeramento del suo debito pubblico, essendo ora costretta a dirottare verso la bilancia pubblica risorse utili per altri settori strategici”. Agli occhi di Jonathan Traub, esperto statunitense di finanza, “l’Italia si trova in una situazione molto più vicina a quella degli Usa, che si vedranno forse costretti ad aumentare a breve la propria aliquota fiscale, il cui indice d’inefficienza sugli investimenti è addirittura al 7° posto al mondo, mentre sulle politiche di agevolazione pubblica gli Stati Uniti stanno oggi navigando a vista”. 

Luca Patané
Persino sul tema dell’Expo di Milano i pareri sono apparsi discordi. Se per Luca Patané, presidente di Confturismo, “è e resta un’occasione unica per favorire almeno una trasformazione psicologica del Paese, entrando in contatto e coltivando i rapporti con tutte quelle economie erroneamente considerate sino a oggi periferiche, ma in ottima salute”, il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ritiene che “l’assenza di una programmazione su cosa fare degli spazi di Expo, dopo Expo, sia già indice della debolezza strategica che ha caratterizzato l’intera gestione dell’evento. Oltretutto pare rischioso far conto sugli effetti di ritorno di economie storicamente non legate al nostro Paese, quando una delle preoccupazioni principali dovrebbe essere il recupero delle quote di mercato di realtà ben consolidate, come quelle garantite dai turisti e dagli investitori della Russia”. 

Bernabò Bocca e Alberto Caspani (@Evgeny Utkin credits)
Bernabò Bocca con l'economista Evgeny Utkin

On. Dario Franceschini
Se da una parte Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, è tornato a invocare “la necessità di canalizzare meglio i flussi turistici che sovraffollano i centri storici delle nostre grandi città, aiutandoli a conoscere e trattenersi nella ricchissima provincia italiana”, i nuovi progetti di diversificazione risultano ben lungi dall’offrire garanzie certe: i cammini religiosi individuati per il prossimo Giubileo 2016, come la Via di S. Francesco d'Assisi, non sono ancora ben conosciuti e promossi, esattamente come il recupero dei percorsi ferroviari abbandonati, ma di alto valore paesaggistico. Per quanto riguarda le possibilità di turismo legato ai tre maggiori trend odierni, ossia lo  shopping, l’enogastronomia negli agriturismi e la cultura, le speranze a breve sono riposte soprattutto nella visibilità offerta dal controverso portale “Very Bello”, visto che l’Italia ha appena imboccato la via di una digitalizzazione sistematica dei propri prodotti e servizi. 



Bellagio


Duomo di Como
In sostanza, la visione più realistica è emersa dalle parole del sindaco di Rimini Andrea Gnassi: “i temi di dibatto sul turismo italiano suonano vecchi anche nel loro linguaggio, visto che continuiamo a riferirci a questo settore come al nostro “petrolio”, quando dovremmo parlarne in termini di “energie rinnovabili”: e di una vera e propria rigenerazione avrebbero innanzitutto bisogno i nostri contesti urbani periferici, fermi a modelli in voga nel Dopoguerra (come gli impianti balneari della costa, recentemente rivoluzionati proprio a Rimini), ma anche i sistemi integrati dei trasporti, ancora incapaci di garantire un efficiente scambio fra le grandi città hub e le aree turistiche minori. Dall’altra occorre una svolta anche sul piano degli investimenti: l’Unione Europea può mettere a disposizione quasi 60 miliardi di euro entro il 2020, ma se continuiamo a disperdere questi fondi in progetti di piccolo respiro (quelli finanziati al di sotto dei 150mila euro sono stati ben 243 nel quinquennio 2007-2013), difficilmente ci spingeremo lontano”. 

Dal canto suo, Silvano Cassano, presidente di Alitalia, è convinto che occorra “fare brand su tutto, visto che il marchio Italia permette di vendere bene persino il “Chianti-dust” e di trasformare in colossi internazionali chi ne sa far uso mirato, come prova il successo alimentare di Eataly”; peccato che l’Italia dei trasporti si sia messa a inaugurare rotte aeree sui nuovi poli mondiali dell’economia solo da qualche mese (dal 1° maggio saranno attivi i voli diretti su Milano-Shanghai, Pechino, Seoul, oltre a quelli sulla tratta Milano-Abu Dhabi e Venezia-Abu Dhabi). Né è ben chiaro, stando alla presa di posizione dello chef Davide Oldani, ambasciatore di Expo2015, se sia davvero vantaggioso investire nell’export dei prodotti agroalimentari italiani, quando la qualità proposta negli altri Paesi risulta ben lungi da quella apprezzabile in Italia: certamente un aspetto che solo palati educati alla differenza sanno oggi cogliere, ma che potrebbe rendere ancor più esclusivo un soggiorno in Italia, per quanti vogliano realmente formarsi al gusto e alla bellezza dello stile di vita italiano. E dunque? L’Italia avanza compatta e risoluta verso un fulgido avvenire; alle spalle, però, non si sa bene chi la stia seguendo davvero e chi sia solo lì a osservarla esterrefatto. 


Sunday, March 29, 2015

Forum on new tourist scenarios in Italy and in the world. "CHANGE OF STEP" IN CERNOBBIO

Villa D'Este in Cernobbio

Original Italian text here
Problems of political will, rather than structural, for Italian tourism. Or maybe not. The market survey presented on 27th and 28th March in Cernobbio, during the Forum of Confcommercio (Italian Trade Association) held at Villa d’Este, has highlighted the many, too many contradictory aspects of one of today's most strategic economic sectors for the Belpaese: able of generating 9% of the national GDP for sure, but potentially of increasing its share up to 14%. "Over the last six years - said Carlo Sangalli, Ceo of Confcommercio - the arrivals of foreign tourists in Italy increased by 8 million, going from almost 42 million in 2008 to just over 50 million in 2014; tourist season, among other things, that has recorded more than 184 million overnights, at a cost of 34 billion euro. Certainly it is a positive result, although the comparison with the main competitors closer to us show how the Italian potential remains too far below expectations".

Hon. Maria Elena Boschi together with Carlo Sangalli

Villa D'Este view from Como Lake
Figures speak for themselves: if Spain (50.8 million of arrivals) and France (46 million arrivals) are able to attract visitors in line with the Italian levels, the benefits of their economic spending is much higher: 49 million euro for the first, 42 for the second. No coincidence that Spain has an average expense per tourist around 959 Euros, France about 914, while Italy stops just 681 Euros. Undoubted consequence of fewer overnights (the ratio is 3 to 5), but also of a non-tourism strategy that takes full advantage of the unique Italian resources: it is impossible that, after many decades, the first travel reason towards Italy remains the visit of its large art cities only (45.1%), relegating the rest of the offer in an almost marginal role. Only 16.8% of visitors choose the Belpaese for a seaside holiday, even less for stays on the lakes (9%) or in the mountains (8.7%), making the contribution of the thermal (3.1%) almost impalpable, despite having one of the most diversified natural basin in the Mediterranean. And Mar Nostrum could just be the turning point for the economic recovery of Italy: thanks to the 14 billion euro from revenue proportionate to the actual visits, it would be able to move up by one percentage point its GDP. Today the South of the country, among the least valued areas along Cadiz-Tel Aviv axis, just fails to attract 6 million visitors.
Private harbor in Cernobbio


"Crumbs in comparison with Spain’s capacity of diversification - added Sangalli - that can easily be competitive with the region of Catalonia, as well as Valencia and the Balearic Islands, to say nothing of Andalusia or the Canaries. France, by contrast, can maximize profits by leveraging on Paris and Cote d’Azur only, while Italy lost ground even on its domestic market: visitors’ budget in recent years remains positive thanks to the foreign contribution, with an increase of 22 million units (primarily Germany, USA, France, UK and Russia), while on the domestic front we had a decline of over 26 million units".

Cernobbio's peninsula
It seems that Italy does not realize the treasure on which lies or, more likely, throws itself into diverting its investments on sectors not able to provide an economic boost equally beneficial. Enough to say that, according to the first report Tourism Satellite Account, the added value from tourism-related activities amounts to EUR 83 billion, or 6% of the total economy, with domestic consumption from the value of less than 114 billion. More than 543 thousand is the number of active companies in this sector, able alone to give work to 2 million 321 thousand employees (of which 1.6 million in the hospitality industry). Confcommercio’s proposals, for a rapid change, have been lying on the table since a long time and they can be summarized in two hot spots. The first: do not simply reform the Title V of the Italian Constitution, aiming to create an all decision-making system for tourism, but to strengthen the government's action plans on an across-the-board prospective. 

Orangerie in Villa D'Este

If it is paradoxical that the most desired tourist country in the world hasn’t its own Ministry of tourism, it is even more the fact that the strategic choices concerning transport, credit, labour, but also the international relations and taxation, go on without tourism itself has the last word. The second: should definitely finish a certain type of policy that can invest only through shower funds, without even consolidating the brand "Italy" and coordinating with the private business sector, as well as with the policies targeted the European Union; as well as producing no larger numbers, this strategy does not facilitate tourist productivity. Less than half of what a foreign tourist spends in Italy (47% to be exact) converges in the national income, since the main services available for Italy are supplied by foreign companies (from transport to reservations or insurances): said brutally, Italy is doing a roaring trade at all, except Italians.
  


On. Maria Elena Boschi, Minister of Reforms
Although the Minister for Reforms Maria Elena Boschi has called herself "bullish for the immediate future, having caught a "step change" in national politics, to the point to anticipate a return to GDP growth of 0.7% in Government’s Document of Economics and Finance", many doubts remain. Almost all the "positive" growth factors, able to affect in the short term, are actually external to Italian politics: from 20 billion in liquidity provided by the ECB, the favourable exchange rate euro / dollar, the reduction of cost of oil, it is not that of "unpredictable chances". It remains open and difficult journey on the reforms of justice, public administration, as well as the tax, with the potential threat of a further increase in VAT (already among the highest in Europe and in the world), and the cross-checking on the effective hold of 79 thousand permanent job contracts in recent months. As realistically stressed Hans Werner Sinn, president of the German Institute for Economic Research, "Berlusconi's Italy has lost almost ten years useful to point zeroing of its public debt, now being forced to divert to welfare resources for other strategic sectors". In the eyes of Jonathan Traub, US expert of finance, "Italy is in a situation much closer to that of the US, having to probably increase their tax rate in short, whose index of inefficiency on investment is even on the 7th place in the world, while on public facilitating policies the US are now sailing on sight". 

Luca Patané
Even Expo Milan’s theme showed divided opinions. If in Luca Patané’s mind, Ceo of Confturismo (Association of Italian tourism), "Expo is and remains a unique opportunity to promote at least a psychological transformation of the country, getting in touch and pursuing relationships with all those economies mistakenly considered marginal, but in good health", Ceo of Federalberghi (Association of Italian hotels), Bernabò Bocca, believes that "the absence of a schedule of what to do with the spaces of Expo, after Expo, is already an indication of the strategic weakness that has characterized the entire management of the event. Besides that, it seems risky to rely on the return effects of economies historically far from our country, when a major concern should be the recovery in market shares of well established partners, such as those guaranteed by tourists and investors of Russia".

Bernabò Bocca and Alberto Caspani (@Evgeny Utkin credits)
Bernabò Bocca together with economist Evgeny Utkin

On. Dario Franceschini
While Dario Franceschini, Minister of Heritage and Culture and Tourism, has returned to invoke "the need to better channel the flow of tourists who overcrowd the historical centres of our large cities, helping them to know and stay in the rich Italian province", the new diversification projects are far from offering certain guarantees: the religious ways identified for the upcoming Jubilee, like St. Francis’s way, are not well known and promoted, exactly as the recovery of abandoned, but highlandscape value, railway lines. As for the possibility of tourism linked to the three major today’s trend, ie shopping, food and farmhouses’ homestay, hopes are pinned primarily in short-visibility offered by the controversial website "Very Bello", since Italy has just embarked on the road of a systematic digitization of its products and services. 



Bellagio


Duomo di Como
In essence, the more realistic view has emerged from the words of Rimini’s mayor Andrea Gnassi: “Tourist themes of Italian debate sound old even in their language, as we keep on referring to this sector as our "oil", when we should talk in terms of "renewable energy" and a true regeneration would first need our urban periphery, stopped to models in vogue during the Post-war period (such as bathing facilities on the coastline, recently revolutionized just in Rimini), but also the integrated transport, still unable to ensure an efficient exchange between major hub cities and less popular tourist areas. On the other side, we need a turn in terms of investments: the European Union can provide almost 60 billion euro by 2020, but if we continue to disperse these funds in small projects (those funded under 150 thousand euro were 243, in 2007-2013 period), hardly we will go far".


By himself, Silvano Cassano, Ceo of Alitalia, is convinced that it is necessary "to make everything a brand, as the Italian brand can sell well even "Chianti-dust" and transform into international giants who know how using this targeted skill, as it shows Eataly’s success"; pity that Italy has been opening its routes to the new poles of world economy since a few months only (from May 1st will be available direct flights on Milan-Shanghai, Beijing, Seoul, in addition to those on Milan-Abu Dhabi and Venice-Abu Dhabi). Nor is it clear, according to the position of chef Davide Oldani, Expo2015’s ambassador, whether it is really advantageous to invest in the export of Italian food products, when the quality submits in other countries is far from that one appreciated in Italy: certainly a topic that only well-trained palates to difference know how to catch today, but that might make even more exclusive guest’s visit in Italy, especially for those who want to really educate their taste and sense of beauty to the Italian lifestyle. And then? Italy moves compact and resolute towards a bright future; behind, though, no one knows who he is really following and who is only there to observe its march with a dumbstruck eye.


Friday, March 27, 2015

MUDEC, FINALMENTE! Milano saluta il nuovo Museo delle Culture

Museum indoor square @PHOTO OskarDaRiz
Benvenuto, Mudec! Atteso da mesi, per non dire decenni, da ieri il nuovo Museo delle Culture di Milano è finalmente realtà. Benché i lavori di allestimento interno necessitino ancora di qualche settimana per essere completati, la riconversione degli ex spazi industriali Ansaldo pare riuscita perfettamente: grazie all’operazione di recupero archeologico voluta dal Comune sin dal lontano 1990, e supportata da importanti partnership quali quelle con Atm, Trenitalia e Coop, i quasi 17mila metri quadrati degli edifici di via Tortona 56 si presentano oggi in corpi avanguardisticamente squadrati, rivestiti di zinco e sopra cui svetta una struttura in cristallo illuminata dalle sofisticate tecniche della società Zumtobel: grazie alla luce diurna che penetra nell’atrio centrale, il cuore del museo è attraversato da una linea verticale naturale, mantenuta viva anche di notte attraverso l’uso di faretti dimmerabili. Come dire: la luce della cultura non può spegnersi mai. Con oltre 7mila opere d’arte a disposizione, provenienti da ogni angolo del mondo e distribuite su un arco temporale compreso fra il 1200 a.C e il Novecento, Mudec si candida non semplicemente come museo di riferimento per Expo2015, ma come nuovo polo europeo per la ricerca etnografica, ridando valore a un patrimonio delle collezioni italiane sino a oggi scarsamente valorizzato.

Exposition - Africa, land of spirits

Marina Pugliese, director Modern and Contemporary Art Milan network
Se oggi Milano ha un suo museo etnografico ha evidenziato Marina Pugliese, direttore del Polo d’Arte Moderna e Contemporanea di Milano - un pensiero e un ringraziamento speciale vanno senza dubbio a Salvatore Carubba, primo assessore comunale ad aver avviato il progetto ben 12 anni fa, insieme naturalmente a tutti quanti hanno reso possibile questo splendido risultato. Siamo l'unico museo italiano a doppia gestione pubblico-privata, dal momento che il Comune si occupa della direzione scientifica del patrimonio, così come del coordinamento delle attività del Forum Città Mondo, mentre “24 ore Cultura”, branca del Gruppo 24 Ore, è responsabile della programmazione, nonché di tutti i servizi museali aggiuntivi”.


Mudec outdoor view @PHOTO OskarDaRiz
Grazie a una collaborazione avviata col Tropen Museum Junior di Amsterdam, Mudec disporrà dal prossimo ottobre di un’apposita sezione formativa e interattiva per i più piccoli, ovvero l’area Junior, mentre la convenzione sottoscritta con Città Mondo permetterà di organizzare iniziative a stretto contatto con le esigenze delle circa 500 associazioni di comunità straniere residenti a Milano: a loro sono infatti riservati 115 mq per proporre tavoli di lavoro congiunti, cui se ne aggiungono altri 137 come “spazio polivalente” di sperimentazione interculturale e "diplomazia parallela". A disposizione del pubblico sono fra l’altro gli oltre 4mila volumi della biblioteca specialistica, cui si affianca una sezione Academy per la formazione professionale nelle discipline culturali, artistiche, della moda e del design, oltre che del food e del turismo: una vera e propria business school animata da alcune delle figure più qualificate di docenti, giornalisti e testimonial della scena milanese, nel cui calendario già sono previsti un master in Management dell’arte e dei beni culturali (dal 27 maggio), in Design management (dal 26 ottobre) e una Digital professional school per la comunicazione (sempre dal 27 maggio). 

In aggiunta, un bistrò e un ristorante impreziositi dalla collaborazione con Sambonet-Rosenthal, protagonista in Italia nella scena del design da cucina e per la fornitura di raffinate porcellane e cristalli da servizio, ma anche col gruppo Ferrarelle per la fornitura d’acqua, Grandimpianti per la cucina, Poltrona Frau per gli arredi, nonché Frette per i tessuti, storico marchio di Monza leader mondiale nella biancheria di lusso (adottata anche sull’Orient Express e per l’altare della basilica di S. Pietro a Roma). Non da ultimo, Mudec crescerà accanto al proprio Canale Arte, una nuova realtà televisiva multimediale voluta dal Gruppo 24 ore per documentare in presa diretta ogni esposizione, così come le ricerche e gli approfondimenti legati ai temi del museo. 

View from the Café Restaurant Terrazza - Milano, Civica raccolta delle Stampe Achille Bertarelli
"Cairo in Milan" - Milano, Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli
Africa Campaign - Milano, Civica Raccolta delle stampe A. Bertarelli
E se l’originalità degli spazi non fosse sufficiente per apprezzare quest’ultimo gioiello del Made in Italy, l’imminente inaugurazione di Expo2015 è destinata a far conseguire subito un record di partecipazione alle due mostre già in calendario: da una parte, la suggestiva “Mondi a Milano” (dal 27 marzo al 19 luglio), in cui s'illustra il cammino d’internazionalizzazione del capoluogo lombardo attraverso i suoi principali eventi espositivi (dal 1874 alla metà del Novecento), dall’altra “Africa, la terra degli spiriti” (dal 27 marzo al 30 agosto), dedicata allo studio delle influenze artistiche del Continente Nero sulla scena europea, indagandone tanto la complessità rituale quanto microregionale. 

In particolare, “Mondi a Milano” apre una finestra esclusiva sul patrimonio di testimonianze etniche veicolate in Italia da suoi ancor poco conosciuti esploratori, di cui nei depositi museali sono conservati alcuni reperti di notevole pregio (fra l’altro accessibili su appuntamento). Forse il primo, autentico tributo al loro fondamentale ruolo geopolitico, di cui Mudec si fa finalmente portavoce, ma anche esempio emblematico di come nel tempo i pregiudizi verso le culture altre si siano trasformati nella consapevole accettazione della diversità. La miglior lezione di apertura che la ricerca etnografica del museo regala, confermando Milano primo laboratorio di multiculturalità in Italia.

Contatti:

MUDEC, FINALLY! Milan salutes the new Museum of Cultures

Museum indoor square @PHOTO OskarDaRiz

Welcome, Mudec! Expected for months, if not decades, since yesterday the new Museum of Cultures in Milan is finally a fact. Although interior works still need a few weeks to be completed, conversion of the former industrial spaces Ansaldo has succeeded perfectly: thanks to an operation of archaeological reconversion commissioned by the city as far back as 1990, and supported by important partnerships such as those with AtmTrenitalia and Coop, the nearly 17 thousand square meters of buildings in Via Tortona 56 appear today in avant-guard  shapes, coated with zinc and above which stands a glass structure illuminated by Zumtobel's sophisticated techniques: thanks to daylight that penetrates the central atrium, the heart of the museum is crossed by a vertical natural line, kept alive at night through the use of dimmer spotlights. Otherwise: the light of culture can’t ever go out. With more than 7 thousand art-works available, from every corner of the world and spread over a period between 1200 BC and the twentieth century, Mudec is in running not simply as the museum-to-be for Expo2015, but as a new European center for ethnographic research, adding value to an heritage of Italian collections poorly considered till today.

Exposition - Africa, land of spirits


Marina Pugliese, director Modern and Contemporary Art Milan network

"If today Milan has its own ethnographic museum - said Marina Pugliese, director of the Modern and Contemporary Art Network in Milan - a thought and a special thanks go no doubt to Salvatore Carubba, first council member to have started the project 12 years ago, of course together with all those who made possible this wonderful result. We are the only Italian museum based on a dual public-private management, since the city is responsible for the scientific management of the assets, as well as coordinating the activities of the World City Forum, while "24 ore Cultura", a branch of Gruppo 24 Ore, is responsible for the programming, as well as all the additional museum services”.


Mudec outdoor view @PHOTO OskarDaRiz

Thanks to a collaboration with the Tropen Museum Junior in Amsterdam, from October Mudec will have a section of learning and interaction for the little ones, or Junior area, while the agreement signed with Città Mondo (World City) will launch initiatives closely with the needs of about 500 associations of foreign communities living in Milan: 115 sqm are addressed them to propose working tables, in addition to other 137 sqm as "multitask space" for experimental intercultural activities and "parallel diplomacy". Visitors can also enjoy a public library with more than 4 thousand specialised volumes, beside to an Academy section for training in cultural disciplines, art, fashion and design, as well as food and tourism: a real business school animated by some of the most qualified teachers, journalists and testimonials of Milan’ scene, whose calendar already provides a specialization course in Management of Cultural Heritage (May 27), in Design Management (October 26 ) and a Digital professional school for communication (always from May 27).


Moreover, the museum has a bistro and a restaurant enhanced by a partnership with Sambonet-Rosenthal, protagonist in the Italian kitchen design scene and for the supply of refined porcelain or crystals, but also with group Ferrarelle for the supply of water, Grandimpianti for the kitchen, Poltrona Frau for furnishings, and Frette  for fabrics, Monza’s historical brand as well as world leader in luxury linens (also adopted on the Orient Express and on the altar of St. Peter's Basilica in Rome). Not least, Mudec will grow next to its own Art Channel (Canale Arte), a new multimedia television wanted by Group 24 hours to document each exhibition, as well as researches and insights related to the museum’s themes.

View from the Café Restaurant Terrazza - Milano, Civica raccolta delle Stampe Achille Bertarelli
"Cairo in Milan" - Milano, Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli
Africa Campaign - Milano, Civica Raccolta delle stampe A. Bertarelli

And if the novelty of the location is not enough to appreciate this Made in Italy jewel, the imminent opening of Expo2015 will guarantee a record of visitors in the two already scheduled exhibitions: on one hand, the striking "Mondi a Milano" ("Worlds in Milan", from March 27th to July 19th), in which is shown the path of Milan internationalization through its main exhibitions (from 1874 to the mid-twentieth century), on the other, "Africa, la terra degli spiriti" ("Africa, land of spirits", from March 27th to August 30th), relating to the study of Black Continent’s artistic influences on the European scene and to the investigation of its ritual as micro-regional complexity.


In particular, "Worlds in Milan" opens a window on the unique ethnic heritage conveyed from the still little known Italian explorers, of which the museum deposits preserve some great value artifacts (accessible by appointment). Perhaps the first, authentic tribute to their fundamental geopolitical role, whose Mudec is the official spokesman today, but also emblematic example of how the prejudices towards other cultures have been transformed into the conscious acceptance of diversity over time. The best lesson of openness the ethnographic museum offers, confirming Milan first laboratory of multiculturalism in Italy.

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