Wednesday, April 22, 2015

ACCORDO "EUROASIATICO": Altrimenti.net e Vivere Altrimenti Editrice uniscono le forze. Asse fra Italia, India e Thailandia

Altrimenti.net e Vivere Altrimenti Editrice. Nomi affini, progetto comune. Nasce oggi una nuova collaborazione fra progetti di editoria indipendente che, unendo forze, contatti e sensibilità, punta ad allargare ulteriormente gli orizzonti dei nostri lettori. Oltre al loro numero, naturalmente, grazie ai circa 6000 nuovi iscritti della newsletter di Vivere Altrimenti, in aggiunta ai 5900 di Altrimenti.net. 

Dall’Italia alla Gran Bretagna, dall’India alla Thailandia, la via della ricerca intrapresa dal nostro network si arricchisce del contributo e dei progetti curati dal sociologo Manuel Olivares, così come dal suo staff di collaboratori altamente qualificati, ma anche di una preziosa lente per comprendere meglio il nuovo polo economico mondiale: l’Asia. In virtù dei rapporti con CorriereAsia, sarà infatti possibile maturare uno sguardo in presa diretta su alcuni dei mercati più dinamici al mondo, senza però smarrire la profondità di quei valori tradizionali cui tanto deve la nostra stessa cultura europea. 

Come buon gesto d’ospitalità vuole, lasciamo la parola direttamente a Manuel Olivares, dandogli il migliore benvenuto su Altrimenti.net.

"Vivere Altrimenti. L’assonanza fra i nomi dei nostri progetti porta in serbo una vera e propria filosofia di vita. In che modo è maturata e che cosa significa, oggi, vivere altrimenti?"

"Viverealtrimenti significa, in primo luogo, vivere in maniera "vieppiù cosciente": dei propri desideri nobili, della realtà del mondo e anche di quanto possa esserci eventualmente di là da esso. È un orientamento esistenziale ampio che cerca di non farsi penalizzare dall’angustia di alcune prospettive che vogliano proporsi come più autenticamente “alternative”. Mi si può a questo punto chiedere: perchè proprio “altrimenti”? Perchè mi sembra chiaro che per essere "vieppiù coscienti" sia anche necessario rendersi immuni dalla fisiologica eterodirezione cui siamo tutti sottoposti. Per tale ragione dobbiamo riuscire, in certa misura, a coltivare dimensioni altre rispetto a quelle proposte/imposte dai centri direzionali del mondo, attraverso i media del mainstream. Lo spirito di Viverealtrimenti, dunque, nel momento in cui contribuisce a ispirare un movimento di opinione di una certa consistenza, non può non avere ricadute sociali, nella misura in cui le sue istanze possono contribuire a creare buoni presupposti per l’avvicinamento a un modello di società non anti ma post-consumista. Sappiamo infatti che l’ipertrofia del consumo ha facile gioco presso chi non sappia essere adeguatamente cosciente, ad esempio di cosa possa essere realmente non in quanto frutto di alienazione desiderabile. In altre parole, ha facile gioco presso chi non sia in grado di riconoscere la fatalità dell’ignoranza, considerata qui anche nel senso buddhista e induista del termine. Ignoranza che, ovviamente, c’è chi ha tutto l’interessa venga incrementata".

"Quali sono i vantaggi di poter vivere e lavorare in nazioni come India e Thailandia, avendo ancora l’Italia come riferimento? Come hanno modificato il tuo sguardo, questi due Paesi, e che tipo di rapporti e collaborazioni possiamo aspettarci nel prossimo futuro?"

"L’India e la Thailandia sono a mio parere due Paesi che possono rappresentare per un italiano in modi diversi e complementari una grande palestra di vita. Essendo Paesi che conosciuti un minimo a fondo, mantenendo la prospettiva sociale italiana è facile risultino per diversi aspetti duri, possono sicuramente contribuire allo sviluppo di un maggiore realismo. Sono in altre parole Paesi in cui la realtà del mondo si offre alla coscienza di chi li vive, avendo ancora l’Italia come riferimento, in maniera più esplicita, meno “edulcorata”. Allo stesso tempo, sono Paesi che, in virtù di una profonda differenza identitaria, obbligano lo straniero a riconsiderare la propria identità con altri, arricchenti, parametri di riferimento. In futuro, vedo buone potenzialità di scambio e dialogo interculturale e, per approfondire questa tematica specifica, segnalo il mio contributo per l’antologia Il gatto di Shrödinger sonnecchia in Europa: L'Europa e un altrove di giorno in giorno più prossimo".

"I titoli delle vostre pubblicazioni trattano temi difficilmente veicolabili nell’editoria italiana. È questione di accesso a fonti e ricerche diverse, o ritieni che nel mondo intellettuale italiano esista una resistenza ideologica e politica?"

"Credo che il mondo intellettuale italiano abbia molti blocchi su cui sarebbe buono nella misura del possibile lavorare insieme. Il momento attuale è particolarmente critico perché viviamo ormai in una società transculturale, senza essercene ancora resi conto. Si ragiona sempre di più con categorie “miste”, che è bene prendersi briga di conoscere più a fondo, approfondendo contenuti specifici e abbandonando la pessima abitudine di parlare per luoghi comuni. Oggi l’India, per fare solo un esempio, con le inarginabili informazioni disponibili in rete, è un posto “più reale” e meno “mistificato” di come potesse essere anni fa. Il ventaglio più ampio d'informazioni di cui disponiamo deve essere ben valorizzato per muoversi con più coscienza in un mondo sempre più complesso perché, sempre più interculturale, non può che essere  “plurale”. Dunque le vecchie rigidità ideologiche e, di conseguenza, politiche, sono destinate a cadere in desuetudine".

"Che tipo d’iniziative e progetti avete intenzione di proporre nei prossimi anni? Quali sono i vostri obiettivi?"

"Non stiamo facendo programmi a lungo termine, stiamo cercando di consolidarci come piccola agenzia culturale che ispiri i propri fruitori ad approfondire mondi reali, poco raccontati o raccontati solo superficialmente dai media del mainstream. Siamo molto interessati alla dimensione di rete, dunque al lavoro in rete, per ovvi motivi".


"Che cosa ti ha colpito del progetto di Altrimenti.net e dove ritieni possano scaturire le migliori sinergie?"

"E' un progetto che si muove su buoni standards di professionalità. Uno spazio in cui segmenti di mondo reale vengono raccontati in maniera sufficientemente approfondita. Ritengo possano scaturire buone sinergie che, tra i migliori esiti, abbiano l’efficacia del racconto autentico, del contatto diretto con segmenti di realtà, di incontri - “scontri” interculturali che possano auspicabilmente essere di beneficio, o quantomeno d’ispirazione, per noi tutti.

"L’Asia e la sua cultura rappresentano un punto di riferimento essenziale per l’attività di Vivere Altrimenti. È qui che possiamo trovare davvero una nuova via di sviluppo, oppure l’Italia e l’Europa - seppur ridimensionate economicamente rispetto al passato - hanno ancora la possibilità d’incidere nello sviluppo di modelli sociali?"

"Rimando di nuovo al mio contributo per l’antologia  cui accennavo prima. Per quello che ho avuto modo di vedere, l’organizzazione sociale europea porta con sé un’eredità culturale ricca, cui hanno contribuito il cristianesimo (nelle sue diverse forme e a fronte, naturalmente, di diverse contraddizioni), il patrimonio della Rivoluzione francese, i filosofi liberali e tutto quanto è scaturito dal movimento operaio e con riferimento agli ultimi decenni studentesco, solo per citare i fenomeni più importanti. Ci sono stati naturalmente degli errori, ma molto del patrimonio culturale e sociale europeo credo debba essere preservato in un contemporaneo dove non mancano giganti demografici ed economici in ascesa, con categorie culturali e organizzazioni sociali molto diverse e con cui dovremo necessariamente fare i conti. Una ragione di più per iniziare a conoscerle, decentemente, quanto prima, tentando di tenere alta la bandiera delle conquiste storiche europee. Allo stesso tempo, chi volesse tuffarsi nell’universo filosofico orientale, non esiti a farlo in maniera approfondita, senza temere di valorizzare i tesori degli altri. In futuro, sarebbe auspicabile un’Asia in cui sia presente una maggiore sensibilità sociale e un’Europa che riscopra il valore del sacro, della conoscenza e della saggezza, in buona misura grazie a come è stato preservato nei grandi filoni sapienziali asiatici".  

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