Monday, August 10, 2015

GERUSALEMME SECONDO S. ANSELMO VIAGGI


Nasce il pellegrino 3.0. Codice che, per quanti a digiuno di numerologia, va interpretato secondo la massima latina “Trinitas fiat, ex nihilo nihil”. “Sia la trinità, dal niente nulla”. 

Troppo lente le parole, oggi. Decisamente ambigue. Tutto corre alla velocità della luce, ragion per cui - meglio di un emoticon - il numero regna sovrano. E numeri preoccupanti sono anche e soprattutto gli arrivi dei fedeli in Terra Santa, che – stando alle statistiche dell’Ufficio del turismo d’Israele in Italia - mai hanno rasentato livelli tanto prossimi a quello zero già in grado di togliere il sonno ai seguaci della ScolasticaE’ vero: lo spettro dell’Isis aleggia sul Medioriente, la crisi morde i consumi, eppure serpeggia il sospetto che, nel salto evolutivo occorso al pellegrino dell’era web, sia andato perduto qualcosa di geneticamente connaturato al suo status. 




Visitare i luoghi natale dei santi e del Cristo non è più impresa perigliosa, né tanto meno dovere morale; non offre una via di fuga dal villaggio o dalla famiglia ormai troppo stretta, né serve propriamente a espiare. Il pellegrinaggio, come già paventavano “I racconti di Canterbury” e ha lucidamente anticipato Norbert Ohler nel suo “Vita pericolosa dei pellegrini nel Medioevo”, è diventato per molti un piacevole diversivo grazie al quale sentirsi parte eletta della propria chiesa. 

Lungi da frettolose generalizzazioni, che certo non rendono giustizia a quanti avvertono ancora la sacra fiamma ardere in cuore, è però indubbio che gli eccessi della tecnologia occidentale stiano dando per scontato ciò che di fatto non lo è mai stato. 



C’è chi ha messo sul mercato app appositamente pensate per togliere ogni affanno al fedele “in cammino”, come l’apprezzatissima “Buen camino” per il Cammino di Santiago de Compostela, o la “UmrahSalam” per i musulmani diretti alla Mecca, senza dimenticare la super smart “Iclesia”, sorta di social network per essere costantemente aggiornati sulle vicissitudini parrocchiali. A bordo degli aerei El Al basta aprire la rivista di bordo “Atmosphere” e far scorrere il dito sino al fondo della prima pagina: “May it be Thy will, Lord of Heaven and Earth, to lead us to peace and safety. To fly us in peace and safety to our desired destination, to find life, joy and peace…”. 




Comincia così la nuova preghiera del pellegrino 3.0, quello che ha sostituito la nave mercantile o il sentiero spinoso con i potenti Boeing della compagnia di bandiera israeliana, su cui si può ora familiarizzare usando una chat di bordo. O meditare stando comodamente seduti su sedili che vantano uno dei migliori “pitch” del circuito: in parole plebee, la distanza fra un posto e l’altro. 

Sono la versione più aggiornata della famosa “Guida del pellegrino di Santiago”, il quinto libro del LiberSancti Jacobi: testo per privilegiati che un tempo diede origine alla letteratura di viaggio e, oggi, ha invece partorito un pdf scaricabile, appositamente pensato per la visita del Santo Sepolcro, con cartine e mappe tridimensionali. 




Latitano i pellegrini, ma la via pare più aperta e spianata che mai: non più tranelli di subdoli locandieri, insidie nella foresta, raggiri di falsi ecclesiastici o rischi di esser fatti schiavi da qualche pirata di passaggio. Nessun saraceno pronto a tagliare le dita per accaparrarsi preziosi anelli. Forse solo il diavolo ha mutato spoglie, continuando a tentare l’integrità del pellegrino con vizi tanto sottili, quanto invisibili. “Al di là delle contingenze politiche o economiche, la principale causa del mancato pellegrinaggio è spesso il tempo. – osserva Nicola Comparini, direttore dell’Ufficio diocesano pellegrinaggi di Mantova “S. Anselmo Viaggi” - Una settimana in Terra Santa inizia a essere considerata troppo lunga, nonostante le tappe previste si confermino sempre le stesse. Lo scorso giugno, primi in Italia, abbiamo perciò lanciato la formula del pellegrinaggio a Gerusalemme in un solo giorno, mostrando come la Città Santa possa essere visitata in poche ore, alla pari di altre capitali europee. L’esperimento ha ottenuto un sorprendente riscontro e continueremo a riproporre quest’approccio, nella speranza il pellegrinaggio torni presto a essere vissuto nella sua dimensione più propria. Fra il non avere pellegrini e pellegrini in un giorno solo, siamo convinti convenga ancora offrire la possibilità di toccare con mano il mistero di Gerusalemme: chi calca il suolo santo, poi torna sempre”.




Grazie all’ideale rotazione dei voli El Al, che consentono la partenza da Milano Malpensa in serata, riposo a bordo, atterraggio all’alba e pellegrinaggio ai siti sacri sino al tramonto (inclusa la grotta della natività a Betlemme), Israele si scopre più vicino all’Europa di quanto si pensi. 

L’itinerario del fedele, oltretutto, riesce a restituire gran parte delle meraviglie sacre della città: dopo aver contemplato il roseggiare delle abitazioni dal monte degli Ulivi e atteso i primi raggi fra le vetrate policrome della basilica del Getsemani, la Valle del Cedron invita a una visita delle tombe dei re quasi in solitaria; quindi l’inevitabile tuffo iniziatico in quel fiume dalle due bocche che è la Via Dolorosa, percorso cosmopolita per chiunque aneli la cupola d’oro nella Spianata del Tempio, desideri ascoltare la parola del Signore fra gli incensi del Santo Sepolcro, o voglia spingersi ancor più a fondo, ancor più dentro di sé, sin nelle viscere della Gerusalemme sotterranea. 




Giusto il tempo per tornare nelle solenni sale dell’Istituto pontificio Notre Dame, moderna versione del santo ospizio, e di nuovo si sarà a tre metri dal cielo. Sospesi in un azzurro terso e profondo quanto la cieca fede. 

Tornerà il giorno per riscoprire la virtù di quel “camminar mediterraneo” invocato dal filosofo Duccio Demetrio, fatto di ruminazione e lentezza, di riscoperta dei sensi e visione dell’inessenziale; di un cammino lungo il quale il passo avanzi libero da qualsivoglia costrizione, che sia di uomo o di donna, cui tanto la storia è stata avara nel concedere virtù solitarie. Sì, tornerà presto. Tornerà sicuramente quando la fede del pellegrino avrà di nuovo la forza per credere nell’assurdo. 




Per ulteriori approfondimenti:

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