Tuesday, September 29, 2015

La Via dei Sarmoung/3 - TBILISI (Georgia)



Sei colonne sopra cinque archi. Se non avesse mantenuto almeno la facciata originale, sarebbe quasi impossibile sospettare cosa fosse in passato il Museo delle Belle Arti di Tbilisi. Seguendo le direttive del governo georgiano, tutte le strutture pubbliche destinate alla divulgazione della cultura tendono oggi a valorizzare un'eredità nazionale alquanto idealizzata, passando volentieri sotto silenzio trascorsi forse compromettenti. 



Dentro l’edificio neoclassico di via Gudiashvili 1 abbondano infatti icone, croci e gioielli in metalli preziosi, spesso salvati dalle chiese finite sotto mano turca, e fra i quali scintilla il veneratissimo pettorale della gloriosa regina Tamara; dei due più geniali e pericolosi studenti dell’ex seminario teologico, però, non c’è più traccia alcuna. 

Monday, September 28, 2015

Sarmoung's Way/3 - TBILISI (Georgia)




Six columns on five arches. If it had not kept the original facade at least, it would be almost impossible to suspect what was Tbilisi’s museum of Fine Arts in the past. Following the directives of the Georgian government, all public facilities aiming at the dissemination of culture tend today to value a national heritage somewhat idealised, willingly passing over in silence perhaps compromising records.


Inside the neoclassical building of street Gudiashvili 1, icons, crosses and precious metal jewelry abound, often rescued from churches gone under the Turkish rule, and among them glorious Queen Tamar’s venerable sparkling pectoral; of the two most brilliant and dangerous students of the former theological seminary, however, there is no trace.

Friday, September 18, 2015

La Via dei Sarmoung/2 - KARS (Turchia)




Alle spalle dell’hotel Miraç di Kars, dove le strade a scacchiera s’ingarbugliano in affaccendati labirinti, il negozio di vernici di Vedat Akçayoz non è affatto un vicolo cieco. Anzi, è probabilmente il luogo più adatto per cercare di capire come mai l’intonaco del vecchio avamposto zarista, al posto di camuffare la sua storia travagliata, lasci affiorare ampie crepe sulle mura delle abitazioni. 

Basta una scorsa alla vetrina d’ingresso: accanto a un barattolo di idropittura o a un pennello in pelo di bue, foto di uomini barbuti, dall’aria saggia e un po’ provata, s’accoppiano a quelle di donne in candidi vestiti di pizzo, i cui delicati foulard sono immancabilmente annodati a capelli di un biondo color grano. Sembrano totalmente fuori luogo a un primo sguardo, salvo poi regalare all’insieme un’armonia inaspettata, quasi l’azzurro ceruleo dei loro occhi servisse a ricordare che il cielo, a Kars, è capace di diradare le frequenti nubi uggiose in un battito di ciglia.

Tuesday, September 15, 2015

Sarmoung's Way/2 - KARS (Turkey)





Behind hotel Miraç in Kars, where the chessboarded streets tangle up themselves in busy mazes, Vedat Akçayoz’s paint store is not a dead end. Indeed, it is probably the most suitable place to try to understand why the plaster of the old Tsarist outpost, instead of camouflaging its troubled history, let emerge large cracks on the walls of its homes. Having a look at the entrance window is already enough: next to a jar of water-based paint or an ox hair brush, pictures of bearded men, with a wise and a little proven expression, match those of women in pure white lace dresses, whose delicate headscarves are invariably knotted around corn-blond hair. They seem totally out of place at a first glance, except for providing then an unexpected harmony to the whole, as if the cerulean blue of their eyes served to remember that the sky, in Kars, is able to dispel the frequent gloomy clouds in a blink of eyelashes.

Thursday, September 10, 2015

La Via dei Sarmoung/1 - ANI (Turchia)


Nella vita di ciascuno di noi, prima o poi, si palesa una strada che ha tutte le sembianze di una via. Non è facile riconoscerla e, sicuramente, occorre esplorare in lungo e in largo il mondo, prima di averne la consapevolezza. Due anni fa, a Goebekli Tepe, in Turchia, ne ebbi il primo vivo presentimento; oggi so che quello fu al tempo stesso un punto d'arrivo e di partenza. Dove stia insinuandosi, verso quale ignoto continente dell'anima si spinga, lo dirà solo il passo instancabile di chi, nel cuore, porta la memoria di coloro che ci lasciano... 

L’appello di Sezai Yazici non è caduto nel vuoto. Quando poco più di un anno fa prese la parola durante il “Simposio internazionale Ani-Kars”, in qualità di ricercatore storico, le sue dichiarazioni sulla scoperta di una città sotterranea inesplorata, 500 metri al di sotto delle antiche rovine armene di Ani, spiazzarono l’uditorio dell’università “Kavkas" di Kars.

Visitare il sito archeologico della capitale fantasma del regno di Urartu, fra i patrimoni Unesco meno valorizzati al mondo, non è certamente il primo obiettivo di quanti arrivino in Turchia oggi. Fatto inspiegabile, a ben guardare: pur non essendo disponibili mezzi pubblici che la colleghino a Kars, a circa una quarantina di chilometri, trovare un taxi collettivo in città costa appena una domanda al proprio albergatore e una decina di euro per il tragitto. A differenza di alcuni anni fa, oltretutto, non occorre neppure il rilascio di un permesso speciale da parte della polizia.

Wednesday, September 9, 2015

Sarmoung's Way/1 - ANI (Turkey)



In the life of each of us, sooner or later, it is revealed a road that has all the appearance of a way. It is not easy to recognize it and, surely, you must explore the length and breadth of the world before having awareness of. Two years ago, in Goebekli Tepe (Turkey), I had the first live presentiment; today I know that what was both a point of arrival and departure. Where it is arousing, towards which unknown continent of the soul it drives, it will be told only by the tireless step of those who, in their heart, still bring the memory of predecessors who leave us ...


Sezai Yazici’s call has not fallen on deaf ears. When a little over a year ago he took the floor during the "International Symposium Ani-Kars", as an historical researcher, his statements on the discovery of an underground unexplored city, 500 meters below the ancient Armenian ruins of Ani, largely floored the audience of “Kavkas" university in Kars.


Visiting the archaeological site of the ghost capital of Urartu’s kingdom, one of the less valued UNESCO Heritages in the world, is certainly not the first goal of those who arrive in Turkey today. Inexplicable fact, at a closer look: despite the lack of available public transports linking it to Kars, about forty kilometers away, to find a taxi into town costs just a question to your innkeeper and ten Euros for the ride. Unlike some years ago, moreover, you do not even need the issue of a special permit by the police office.