Monday, October 26, 2015

La Via dei Sarmoung/5 - UPLISTSIKHE (Georgia)


Visto da lontano, al di là del fiume Mtkvari, pare niente più che un sussulto ofiolitico nel bel mezzo di un paesaggio arido e brullo. Le antiche abitazioni ai suoi piedi, così pazientemente schizzate nei carboncini di Duboi de Montpereux attorno al 1833, furono spazzate via da un devastante terremoto all’inizio del secolo scorso, permettendo al sito archeologico di Uplistsikhe di celare ancor meglio la sua vera identità. Ma gli abitanti originari, forse insediatisi prima del terzo millennio a.C., sapevano bene che occorre mantenere lo sguardo fisso su un punto preciso, affinché si possano poi rivelare quei dettagli invisibili soltanto a occhio profano. Così è ancor oggi: lungo le faglie della roccia, senza aver fretta di voler scoprire, si lasciano improvvisamente cogliere piccole aperture scavate da mano umana, sorprendenti linee rette culminanti nei vertici di triangoli isosceli, mentre sulla cima del rilievo è addirittura il profilo di un volto a prendere gradualmente forma. Simile a un gigante che, inghiottito dalla terra, tenti d’appellarsi al Sole in un ultimo, disperato slancio. 

Sunday, October 25, 2015

Sarmoung's Way/5 - UPLISTSIKHE (Georgia)



Seen from a distance, beyond the river Mtkvari, it seems nothing more than an ophiolitic shock in the middle of an arid and barren landscape. Old houses at its feet, so patiently sketched in Duboi de Montpereux’s charcoals around 1833, were wiped out by a devastating earthquake at the beginning of the last century, allowing the archaeological site of Uplistsikhe to conceal its true identity even better. But the original inhabitants, perhaps settled before the third millennium BC, knew well that you must keep your eyes fixed on a specific point, in order that you can then catch those details invisible to profane eye only. So it is today: along the faults of rock, without hurrying to find out, small holes dug by human hands let themselves suddenly get, exactly like striking straight lines culminating in the vertices of isosceles triangles, while on top of the relief it is even the profile of a face to take shape gradually. Like a giant, swallowed by the earth, trying to appeal to the Sun in a last, desperate leap.

Friday, October 9, 2015

La Via dei Sarmoung/4 - GORI (Georgia)


Stalin se la starà ridendo sotto i baffi. Ancora una volta. Che si arrivi a Gori per omaggiare il Piccolo Padre dell’URSS, o per indignarsi a suon di selfie contro il tiranno ormai spacciato, la strategia della dissimulazione funziona ancora benissimo nella sua città natale. Tutte le attenzioni sono per lui, per la sua prima casa protetta sotto un imponente colonnato sovietico, per la piazza municipale ormai orfana della statua del Generalissimo, per la via che rivendica ostinatamente il suo nome, ma soprattutto per l’astuto museo che consegna ai posteri mezze verità.

Wednesday, October 7, 2015

Sarmoung's Way/4 - GORI (Georgia)



Stalin will be laughing up his sleeve. Once again. Wether it is you get to Gori to pay homage to the Little Father of the USSR, or to be indignant about the tyrant through a revealing selfie, the strategy of dissimulation still works very well in his hometown. All the attention is for him, for his first house protected under an imposing Soviet colonnade, for the city square now bereft of Generalissimo’s statue, for the street stubbornly claiming his name, but especially for the smart museum passing on to posterity half-truths.